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20/12/12

SPIDER

http://www.imdb.it/title/tt0278731/
David Cronenberg ha sempre avuto un debole per la psicologia: fin dagli esordi, i suoi film hanno (avevano) come costante la mente umana e le deformità che essa trasmetteva al corpo umano (alla carne), trasformandolo attraverso sentimenti ed emozioni potentissime (illustrato egregiamente nel '79 con Brood - La covata malefica). 
Oggi il cinema del regista canadese è meno estremo, non esplora più le angosce dell'uomo attraverso l'espediente dell'horror, ma punta l'occhio sulla cruda realtà, dissezionando prevalentemente la morale (oltre alla società). Questo Spider è un po' lo spartiacque, l'ultimo film che tratterà le deformità psicologiche dell'uomo. Tuffandosi ancora di più nelle profondità della mente umana, infatti, Cronenberg imbastisce un film incentrato interamente su un uomo (un grande Ralph Fiennes) alla ricerca di una verità nascosta nella sua mente. Ne esce una pellicola notevole, disturbata/nte, contorta e labirintica, quasi come se albergassimo nella psiche del protagonista, dove non si ha più la sicurezza di nulla, nemmeno nel riconoscere i volti delle persone. 
Un film piccolo, non perfetto a causa di un eccessiva lunghezza (nonostante duri relativamente poco) che ne mina anche il ritmo, ma che sa farsi volere bene.

18/12/12

COSMOPOLIS

http://www.imdb.it/title/tt1480656/

Eric Packer deve tagliarsi i capelli: decide quindi di attraversare New York con la sua limousine, nonostante i disagi sulle strade provocati dalla visita del Presidente degli States. Intanto, un killer misterioso trama per assassinare Eric.

Caro Roberto,
Ho avuto modo, finalmente, di visionare l'ultimo film da te interpretato, diretto dal maestro Davide.

Lessi il libro diversi mesi fa e non ho problemi a dirti che mi convinse tantissimo, nella sua incessante verbosità dava modo di esprimere concetti quali il capitalismo, la sete di informazioni, l'esistenzialismo, l'avvicinarsi della fine e altro ancora. Per cui ecco, prima che uscisse, ero davvero intrigato dal fatto che Davide adattasse un libro così particolare. Poteva uscirne solo una figata.
E invece.
Questa pellicola è stata più che una delusione.
Un tradimento? No, bè, via, ora non esageriamo.
Facciamo che ti spiego meglio i miei pensieri: la pellicola si basa su dialoghi fitti, pregni (in teoria) dei temi succitati, ma quello che in realtà accade è diverso: sappiamo entrambi che Davide, quando ha scritto il film, si è limitato a fare un misero copia-incolla dal libro di Don, senza aver inserito qualcosa di suo, lasciando il materiale identico alla sua versione base, con tutti i difetti che comporta un passaggio mediatico, come, per l'appunto, l'incessante dialogare, su carta perfetto, su schermo eccessivo e privo di ragionamento. 

Okay, Davide ha le sue colpe, non si può negare, stavolta senza sperimentare si è seduto, ha scritto e ha girato il film in tempi record (dicono sei giorni per la sceneggiatura, confermi?). Ma la colpa è anche tua, Roberto: non sei credibile, non hai carisma, ti limiti a fare lo sguardo da duro con e senza gli occhiali da sole e, durante i discorsi con i (bravi) co-protagonisti, butti lì un paio di espressioni ebeti random (ad esempio: uno, due, tre). In parte mi spiace, perchè ero convinto fossi un attore serio (Tuailàit a parte).
No, dai, non offenderti, posso giustificarti: eri solo la persona sbagliata nel posto sbagliato.

17/12/12

A DANGEROUS METHOD

http://www.imdb.it/title/tt1571222/
Storie di Jung e degli scontri con l'amico Freud e con la signorina Spilrein all'alba della psicoanalisi.

Più che un film, un bignami di psicologia. Parte forte, ma si perde in un concentrato di scene deboli, prive di un contenuto vero e proprio se non nei (fin troppo) ricchi dialoghi.
Un paio di scene forti a livello tematico ed estetico, come l'abbraccio in barca tra Jung e Sabina, o l'inquadratura finale del Jung distrutto.
Fassbender bravissimo, a fronte di un personaggio scritto piuttosto male; Mortensen inutile, non ci mette del suo, e il Freud che interpreta è poco più che una macchietta; Knightley riconferma i suoi standard: insopportabile, caricaturale, piatta.